L’amore che non trattiene
l’amore materno che accompagna senza trattenere denso di un blu che significa speranza e un ocra che illumina il pensiero malinconico di un distacco necessario. Continua a leggere L’amore che non trattiene
l’amore materno che accompagna senza trattenere denso di un blu che significa speranza e un ocra che illumina il pensiero malinconico di un distacco necessario. Continua a leggere L’amore che non trattiene
La scena è ferma.
Un mazzo di rose in ombra. Nessuna offerta, nessuna luce piena.
Fuori campo, il lavoro: ripetuto, necessario, consumato.
Dentro, un gesto ostinato che non chiede permesso.
“Rose in ombra” è il punto in cui qualcosa cede:
quando il fare non basta più a dire chi siamo,
e l’arte resta — nuda, inevitabile — a occupare il vuoto. Continua a leggere Rose in ombre: ciò che resta necessario.
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Dire sine dire è abitare il punto in cui la parola si ferma e il senso comincia a emergere altrove.
È un atto di sottrazione: togliere voce per lasciare spazio al corpo, al silenzio, alla presenza.
Nel non detto si annida una verità più fragile e più potente di qualsiasi dichiarazione.
È lì che l’arte smette di spiegare e torna, semplicemente, necessaria. Continua a leggere Dire sine dire: estetica del non detto.
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Applaudiamo corpi che si agitano e ignoriamo parole che chiedono di essere ascoltate.
Il teatro resiste, ma invecchia davanti a platee distratte e sempre più vuote.
Non stiamo scegliendo la leggerezza: stiamo scivolando, comodamente, nella superficialità. Continua a leggere Il naufragio dell’ascolto
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La sirena è la soglia della memoria di Tommaso da Lampedusa. Continua a leggere La sirena