Spesso ci illudiamo che per noi sarà diverso. Che a noi non toccherà inciampare dove gli altri sono caduti, che le regole — quelle della vita, del tempo, del cambiamento — per noi saranno più gentili.
E invece no.
Siamo figli dello stesso errore antico: quello di credere d’essere un’eccezione.
Se solo avessimo l’umiltà di osservare chi è passato prima, chi ha osato dove noi abbimo tentennato, forse potremmo vedere un riflesso di ciò che ci attende.
Non per copiare, ma per capire. Per sentire che anche il “nuovo” ha un ritmo, una voce, un’inquietudine che ci parla.
Perché il vero problema, non è fuori.
È dentro.
Siamo noi.
Siamo noi che il nuovo lo temiamo, che ci innervosiamo quando non lo comprendiamo, quando ci prende alla sprovvista con la sua danza sbilenca e luminosa.
Il nuovo ci provoca, ci disturba, ci fa vergognare a volte… perché ci costringe a mettere in discussione tutto quello in cui abbiamo creduto.
Ma sapete cosa vi dico?
È proprio lì che dobbiamo restare.
Nel turbamento.
Nel fastidio.
#FinalmenteMariuccia
#GentilezzaCheResta
#paroleriflesse
