È inutile costruire muri troppo alti intorno a sé: spesso si finisce che siamo proprio noi i primi ad arrampicarci sopra.
Li costruiamo per proteggerci, per contenere il caos, per nasconderci dalle delusioni. Ma quei muri, a lungo andare, diventano torri da cui scrutiamo il mondo che comunque continuiamo a desiderare.
Il bisogno di relazione, di incontro, di comprensione è più forte di qualunque barriera. E allora, più che alzare muri, forse vale la pena pensare a varchi, a finestre, a passaggi possibili.
Perché anche la distanza più sicura, a un certo punto, chiede una via d’uscita.
Osserva, racconta, trasforma: è da lì che parte il cambiamento.
