TRILUSSA – La maschera

Omaggio Lei. Vent’anni fa m’ammascherai pur’io!E ancora tengo er grugno de cartoneche servì p’annisconne quello mio.Sta da vent’anni sopra un credenzonequela Maschera buffa, ch’è restatasempre co’ la medesima espressione,sempre co’ la medesima risata.Una vorta je chiesi: – E come faia conservà lo stesso bon umorepuro ne li momenti der dolore,puro quanno me trovo fra li guai?Felice te, che nun te cambi mai!Felice te, che vivi senza core! –La Maschera rispose: – E tu che piagniche ce guadagni? Gennte! Ce guadagniche la genti dirà: Povero diavolo,te compatisco… me dispiace assai…Ma, in fonno, credi, nun j’importa un cavolo!Fa’ invece come me, ch’ho … Continua a leggere TRILUSSA – La maschera

Il riposo

Ci si vergogna del riposo, il lungo meditare crea quasi rimorsi di coscienza. Si pensa con l’orologio alla mano; si vive come uno che continuamente «potrebbe farsi sfuggire» qualche cosa. «Meglio fare una qualsiasi cosa che nulla» – anche questo principio è una regola per dare il colpo di grazia a ogni educazione e ogni gusto superiore. E come tutte le forme vanno visibilmente in rovina in questa fretta di chi lavora, così come il senso stesso della forma, l’orecchio e l’occhio per la melodia, vanno in rovina. Friedrich Nietzsche, La gaia scienza. Continua a leggere Il riposo