Ricordo il vento

Ricordo il vento, le nubi cariche di pioggia, il nero delle ombre e l’anima sospesa. Ricordo il sibilo di una voce amica, il pugno inferto e la sfiducia raccolta  tra uno sguardo nascosto e non svelato. Ricordo il dono e l’ingenuo volare  tra le pieghe sofferte di un amore macchiato e poi violato. Ricordo e poi ti vedo, ingenuo il tuo sentire,  te ne stai li accoccolato, pronto a spiccare il volo tra il vento e le tue nubi  oramai  scariche di pioggia. Poesia tratta dalla silloge – Storie oblique – di Maria Cutugno. Continua a leggere Ricordo il vento

12 luglio 1904

Questa volta lasciate che sia felice, non è successo nulla a nessuno, non sono da nessuna parte, succede solo che sono felice fino all’ultimo profondo angolino del cuore. Camminando, dormendo o scrivendo, che posso farci, sono felice. Sono più sterminato dell’erba nelle praterie, sento la pelle come un albero raggrinzito, e l’acqua sotto, gli uccelli in cima, il mare come un anello intorno alla nia vita, fatta di pane e pietra la terra l’aria canta come una chitarra. Pablo Neruda.   Continua a leggere 12 luglio 1904

QUESTIONE di FORTUNA

QUESTIONE di FORTUNA Storie di pensieri vagabondi. Mi domando perché ogni tanto la mia mente vaga, vagabonda , non trova pace, si chiede e nel chiedersi il fine di quanto vale, vaga. Oggi, su questo treno che mi porta a casa, fa particolarmente caldo, un caldo di luglio a Milano. Sono le cinque del pomeriggio, ho deciso di prendere il primo treno disponibile. Mi siedo in fondo al corridoio, su uno di quei sedili provvisori che si trovano sui treni, un sedile sporco e vissuto da tanti come me. Chiudo gli occhi è un giorno particolare. Mi ritorna in mente … Continua a leggere QUESTIONE di FORTUNA