Parole riflesse

Ci sono parole che non appena le leggi ti rifletti: succede.Mi è successo nel leggere per caso una citazione di Virginia Woolf, ho sentito per istinto che mi parlava, le parole sullo schermo riflesse sapevano di un sapere antico e segreto che abita le donne da sempre. Un sapere che non chiede legittimazione. Un sapere così semplice come un abito. Le donne devono ricordarsi chi sono, dice Virginia.Mi viene da aggiungere: anche quando il mondo prova a distrarle, a renderle più piccole, più ordinate, più comprensibili. Ho imparato che l’irrazionalità non è una colpa. È uno spazio.Un campo sterminato, come … Continua a leggere Parole riflesse

Non plus ultra

Non plus ultra – fu scritto da Ercole sul promontorio di Gibilterra perché nessun navigatore lo oltrepassasse. Pare questa la motivazione di un passo fatto piano. Non conta quanto sia veloce o lento, il tuo andare è semplicemente sospeso. Un passo che è nato per morire nell’agonia del sogno. A volta pareggia il conto con l’impossibile. Ora tu, fermo come Ercole, osserva le colonne della tua vita e, leggermente sfida l’abisso, buttati dall’alta torre del non plus ultra per raggiungere teneramente l’essenza di un passo fatto con la consapevolezza che hai perso il passo successivo. E’ solo un miraggio: il non … Continua a leggere Non plus ultra

Caos di sensi e forma

Si guarda e non si vede: si chiama “uniforme”. Si ascolta e non si sente: si chiama “infrequente”. Si tocca e non si afferra: si chiama “sottile”. Queste tre cose non si possono esaminare perché, confuse insieme, formano una cosa sola. Il suo sorgere non illumina, il suo tramontare non oscura. Formando una linea ininterotta non nominabile, ritorna all’indeterminato. Questo si chiama “forma del senza forma”, “immagine dell’indeterminato”; questo si chiama “caos”. Andandole incontro non se ne vede la faccia, seguendola non se ne vede il dorso. di @maria_cutugno Continua a leggere Caos di sensi e forma

Semplificare è più difficile

Complicare è facile,semplificare é difficile.Per complicare basta aggiungere,tutto quello che si vuole:colori, forme, azioni, decorazioni,personaggi, ambienti pieni di cose.Tutti sono capaci di complicare.Pochi sono capaci di semplificare.Per semplificare bisogna togliere,e per togliere bisogna sapere che cosa togliere,come fa lo scultore quando a colpi di scalpellotoglie dal masso di pietra tutto quel materiale che c’é in più.Teoricamente ogni masso di pietra può avere al suo internouna scultura bellissima, come si fa a saperedove ci si deve fermare nel togliere, senza rovinare la scultura?Togliere invece che aggiungerevuol dire riconoscere l’essenza delle cosee comunicarle nella loro essenzialità.Questo processo porta fuori dal tempo e … Continua a leggere Semplificare è più difficile

Riflesso di pensiero nr.1 infanzia e senilità

«Più invecchio anch’io, più mi accorgo che l’infanzia e la vecchiaia non solo si ricongiungono, ma sono i due stati più profondi in cui ci è dato vivere. In essi si rivela la vera essenza di un individuo, prima o dopo gli sforzi, le aspirazioni, le ambizioni della vita. Gli occhi del fanciullo e quelli del vecchio guardano con il tranquillo candore di chi non è ancora entrato nel ballo mascherato oppure ne è già uscito. E tutto l’intervallo sembra un vano tumulto, un’agitazione a vuoto, un inutile caos per il quale ci si chiede perché si è dovuto passare». … Continua a leggere Riflesso di pensiero nr.1 infanzia e senilità