Ricordo il vento

Ricordo il vento, le nubi cariche di pioggia, il nero delle ombre e l’anima sospesa. Ricordo il sibilo di una voce amica, il pugno inferto e la sfiducia raccolta  tra uno sguardo nascosto e non svelato. Ricordo il dono e l’ingenuo volare  tra le pieghe sofferte di un amore macchiato e poi violato. Ricordo e poi ti vedo, ingenuo il tuo sentire,  te ne stai li accoccolato, pronto a spiccare il volo tra il vento e le tue nubi  oramai  scariche di pioggia. Poesia tratta dalla silloge – Storie oblique – di Maria Cutugno. Continua a leggere Ricordo il vento

QUESTIONE di FORTUNA

QUESTIONE di FORTUNA Storie di pensieri vagabondi. Mi domando perché ogni tanto la mia mente vaga, vagabonda , non trova pace, si chiede e nel chiedersi il fine di quanto vale, vaga. Oggi, su questo treno che mi porta a casa, fa particolarmente caldo, un caldo di luglio a Milano. Sono le cinque del pomeriggio, ho deciso di prendere il primo treno disponibile. Mi siedo in fondo al corridoio, su uno di quei sedili provvisori che si trovano sui treni, un sedile sporco e vissuto da tanti come me. Chiudo gli occhi è un giorno particolare. Mi ritorna in mente … Continua a leggere QUESTIONE di FORTUNA

Sul filo del classico

PROMETEO (rivolto a Potere e Forza): Voi che per ordine di Zeus avete posto il ferro dell’amico Efesto sui miei polsi, vi dico che io avrò forza per sopportare il potere malsano di colui che qui mi volle. Mi sarà d’aiuto sfidare ogni giorno il vento e volgere il viso al cielo, con la consapevolezza d’aver dato il fuoco a chi necessitava la scintilla maestra di vita e arte. So d’aver accanto conforto e consiglio da chi mi ama. Ma nulla può l’amore e l’amicizia di fronte all’odio e alla sete di distruzione. Gli Dei che si fanno guerra non … Continua a leggere Sul filo del classico

Sembra ieri

Nei giorni di giugno, verso mezzogiorno , amavo la spiaggia quasi deserta. Osservavo con occhio attento l’onda continua che rompeva l’equilibrio dei sassi lasciati sul bagnasciuga dalla natura curiosa …Ora come ieri , mi indispettisce quella bottiglia abbandonata , non ha messaggi per me, aspetta anche lei l’onda. Distratta allungo il piede, la tocco e l’immagino piena . Sembra ieri che credevo nelle favole …  Oggi c’è il sole . È ancora giugno. Continua a leggere Sembra ieri

PoeticaMente Teatro

“Si può fare teatro ovunque, purché si trovi il luogo in cui viene a crearsi la condizione fondamentale per il teatro; deve esserci, cioè, qualcuno che ha individuato qualcosa da dire e deve esserci qualcuno che ha bisogno di starlo a sentire. Quello che si cerca, dunque, è la relazione. Occorre che ci siano dei vuoti. Non nasce teatro laddove la vita è piena, dove si è soddisfatti. Il teatro nasce dove ci sono delle ferite, dei vuoti, delle differenze, ossia nella società frantumata, dispersa, in cui la gente è ormai priva di ideologie, dove non vi sono più valori; … Continua a leggere PoeticaMente Teatro