
Ci sono menti che non si lasciano addomesticare.
Anche quando le pareti diventano gabbia,
quando una voce si fa legge e non respiro,
quando il giudizio pesa più del sogno,
esse continuano a inventare varchi tra le fessure.
Le menti creative non si spengono davanti a programmi,
regole, lavagne e schermi che vogliono contenere il mondo in un rettangolo.
Disegnano altrove: sui margini dei quaderni,
nei silenzi che nessuno ascolta,
nella fantasia che sopravvive come un giardino segreto.
Ogni imposizione diventa materia da trasformare:
un esercizio, un rebus, una danza nascosta sotto la disciplina.
La creatività non obbedisce,
si piega come un ramo al vento, ma non si spezza.
E così, anche nel sistema più rigido,
la mente viva trova il modo di respirare,
di sognare un mondo più grande.
Perché la vera educazione non è quella che istruisce,
ma quella che permette all’immaginazione di restare viva.
Menti creative.
Rielaborano e non cancellano.