C’era una volta una foresta di rovi, un luogo aspro e intricato abitato da sciacalli e cani randagi. Al centro, qualcuno aveva intagliato un trono, ruvido e spinoso, ma vuoto.
Nessun re osava reclamarlo.
Un giorno, un corvo nero come la notte vi si posò sopra. Con voce aspra gridò: “Questo è il mio regno!”. Gli sciacalli risero tra i denti, mentre i cani ringhiavano. Ma il corvo, con astuzia, disse: “Qui regna chi sa sopravvivere,” e li convinse con promesse di cibo e potere.
Per un po’, la foresta fu fiorita. Ma il corvo, in cerca di dominio assoluto, iniziò a dividere gli abitanti. Sciacalli contro cani, rovi contro rovi. La terra si riempì di scontri e urla.
Alla fine, il trono si coprì di sangue e spine, e il corvo fuggì, lasciando la foresta desolata, vuota come il regno fallito del suo re.
